Ricalcolo conto corrente bancario: quando è possibile e come funziona

Ricalcolo conto corrente bancario: quando è possibile e come funziona

Molti clienti delle banche si trovano, nel corso degli anni, a sostenere costi elevati legati ai propri conti correnti, affidamenti o scoperti bancari. Costi che, quando si è firmato il contratto, spesso non erano chiari o preventivabili (leggi qui come comportarsi in caso di problemi con la banca)

Spesso il saldo negativo cresce progressivamente, fino a diventare difficile da sostenere. E, specie per le imprese, questo può generare addirittura un blocco dell’attività. Tuttavia, non sempre gli interessi applicati dalla banca sono legittimi.

Occorre dunque procedere a un ricalcolo del conto corrente bancario, ossia uno strumento fondamentale per verificare se nel rapporto con la banca siano stati applicati:

  • interessi anatocistici
  • tassi usurari ai sensi della legge 108/1996 in tema di usura bancaria
  • commissioni illegittime, come commissioni di massimo scoperto, penali per estinzione anticipata, commissioni su operazioni in valuta estera ecc.
  • condizioni contrattuali poco trasparenti, oppure modifiche unilaterali adottate dalla banca, in spregio al principio di parità e buona fede contrattuale.

In presenza di irregolarità è possibile ridurre il debito o ottenere la restituzione delle somme pagate indebitamente (leggi qui come recuperare gli interessi pagati alla banca)


Cos’è il ricalcolo del conto corrente

Il ricalcolo del conto corrente è un’operazione legale e tecnica attraverso la quale viene ricostruito il rapporto bancario tra cliente e banca. E’ fondamentale avere a disposizione tutta la documentazione. Nel caso in cui non sia disponibile, occorrerà effettuare una richiesta formale alla banca ex art. 119 del TUB (Testo Unico Bancario).

Questa attività consiste nel:

  • analizzare gli estratti conto, andando a ricostruire la “storia” del conto;
  • verificare i contratti bancari stipulati, andando a verificare la presenza di clausole illegittime;
  • eliminare gli interessi illegittimi da quanto dovuto secondo la banca.
  • ricostruire il saldo corretto del conto, epurato dagli interessi illegittimi.

Il risultato è una fotografia reale del rapporto bancario, che può essere molto diversa da quella presentata dalla banca. Anzi, ti dico di più: nel 90% dei casi, specie se si tratta di conti aziendali, vi sono differenze significative.


Quando è necessario il ricalcolo del conto corrente

Il ricalcolo è particolarmente utile in presenza di alcune situazioni tipiche.

saldo negativo elevato

Quando il conto corrente presenta un debito significativo che cresce nel tempo. Quante volte hai consultato il tuo conto corrente, ove eri sicuro ci fossero più soldi, e alla fine ti sei accorto che ce n’erano molti meno di quanto pensassi? Questo deriva spesso dalla presenza di interessi anatocistici o clausole illegittime.


affidamenti bancari

In presenza di aperture di credito o scoperti di conto. Sono i contratti più attenzionati. Perchè non sono contratti strutturati come un mutuo, ove c’è anche un seppur minimo controllo del notaio. Sono atti firmati direttamente in Banca, su prestampati della Banca stessa. Spesso vengono firmati in momenti di crisi di liquidità per far fronte ad esigenze temporanee (come, ad esempio, nel caso degli anticipi fatture). Ed è qui che la banca, spesso, riesce a far breccia.

Ad esempio, in un caso seguito recentemente di un nostro cliente in merito a contratti di anticipi fatture, ove le fatture anticipate erano nei confronti di un soggetto solvente, ma lento a pagare (l’ASL), ci siamo resi conto che negli ultimi 10 anni il cliente ha versato circa 70.000 euro l’anno in media in più di quanto avrebbe dovuto versare. Il tutto, in virtù di clausole poco chiare al cliente e dichiarate poi illegittime dal tribunale. Grazie a un intervento tempestivo e mirato, il cliente ha recuperato quasi tutto ciò che aveva versato illegittimamente.


interessi elevati

Quando il cliente ha pagato interessi molto alti nel corso degli anni. Ciò avviene spesso con realtà strutturate e molto solventi, come nel caso di prima, in cui il cliente gestiva una serie di studi professionali. Il volume d’affari era molto elevato, giravano tanti soldi, e la banca, con tante commissioni (poi dichiarate non dovute) e tante piccole ma significative modifiche dal punto di vista degli interessi (anch’esse illegittime), per anni è riuscita a mascherare, nel marasma dei numeri, il suo comportamento illegittimo. Ma, alla fine, un ricalcolo fatto con dovizia e delle contestazioni legali precise e puntuali hanno risistemato tutto.


rapporti bancari di lunga durata

I conti correnti attivi da molti anni sono spesso quelli in cui si accumulano maggiori irregolarità. Ciò anche in virtù del fatto che le norme si sono evolute nel tempo, divenendo sempre più a tutela del cliente. Pertanto, in rapporti di lunga durata, spesso iniziati quando le norme erano meno favorevoli, spesso ci sono somme non dovute all’attualità.


Anatocismo e ricalcolo del conto corrente

Uno dei principali motivi per cui si procede al ricalcolo è la presenza di anatocismo bancario.

Per molti anni le banche hanno applicato interessi sugli interessi maturati, facendo crescere il debito del cliente in modo significativo.

Se l’anatocismo è stato applicato in modo illegittimo, è possibile:

  • eliminare gli interessi non dovuti
  • ridurre il saldo negativo, o addirittura azzerarlo o avere un saldo a favore del correntista
  • ottenere la restituzione delle somme pagate in eccesso.

Altre irregolarità nei conti correnti bancari

Oltre all’anatocismo, nel ricalcolo del conto corrente possono emergere altre anomalie.

Tra le più frequenti troviamo:

interessi usurari

Quando il tasso applicato supera il limite previsto dalla legge.

Attenzione: il tasso viene calcolato sommando al tasso d’interesse anche tutte le altre commissioni o utilità collegate al rapporto (ad es. polizze, somme dovute per singola operazione ecc).

Ciò perchè la legge mira a ricondurre nell’alveo dell’usura tutti i costi (anche occulti) del credito. L’usura quindi si verifica quando il tasso effettivo globale (TEG), che include interessi moratori, commissioni e spese, eccede il limite di legge al momento della pattuizione. Qualora sia accertata l’usura, secondo l’art. 1815 c.c., la clausola relativa agli interessi è nulla e non sono dovuti interessi, trasformando il prestito in gratuito. Si effettua dunque un ricalcolo, assumendo che tutte le somme pagate sono state pagate non per remunerare sia capitale sia interessi, ma il solo capitale, maggiorato dei soli interessi legali (molto più bassi degli interessi pattuiti nei contratti).

Spesso, all’esito di questo ricalcolo, definito “ricalcolo epurativo”, le somme effettivamente dovute dal cliente sono molto più basse, o addirittura, se il rapporto è di lunga durata, è la banca che deve restituire le somme pagate in eccesso e addirittura risarcire il danno se, in virtù degli interessi usurari, il cliente è andato in difficoltà economica.


commissioni non dovute

Spese applicate dalla banca senza adeguata previsione contrattuale, o contenute in modifiche unilaterali del rapporto (le “famose” comunicazioni che ogni tanto ci arrivano a casa o a mezzo mail). Le commissioni, come detto nel precedente paragrafo, concorrono a formare quello che è il TEG, ossia il tasso effettivo globale. Anche se non sono direttamente pattuite a titolo di interessi, infatti, esse comunque rappresentano un costo per il cliente. Costo che, se eccessivo rispetto alla normativa in tema di usura o anatocismo, è illegittimo.


indeterminatezza del tasso

Quando il contratto non indica chiaramente il tasso di interesse. Secondo l’ art. 117 TUB, infatti, “Sono nulle e si considerano non apposte le clausole contrattuali di rinvio agli usi per la determinazione dei tassi di interesse e di ogni altro prezzo e condizione praticati nonché quelle che prevedono tassi, prezzi e condizioni più sfavorevoli per i clienti di quelli pubblicizzati o pattuiti”. Ciò significa che, se al momento della pattuizione, non fosse possibile per il cliente prevedere TUTTI I COSTI EFFETTIVI DEL CREDITO, o vi fossero “costi nascosti”, la sanzione, per la banca, è che gli interessi e le commissioni non sono dovute, e quindi si può procedere a un ricalcolo epurativo.


Come si effettua il ricalcolo del conto corrente

Il ricalcolo del conto corrente richiede una competenza tecnica specifica.

Le fasi principali sono:

raccolta della documentazione

Contratti, estratti conto e documenti bancari, eventualmente anche mediante richiesta ex art. 119 del TUB.


analisi tecnica

Verifica delle condizioni applicate dalla banca da parte di soggetti esperti della materia, come un avvocato esperto in diritto bancario.


perizia econometrica

Ricalcolo degli interessi secondo i parametri legali effettuata da un commercialista esperto in materia. Noi ad esempio abbiamo una rete di commercialisti che collaborano con noi su tutto il territorio italiano in grado di effettuare perizie precise secondo i dettami più aggiornati di legge e giurisprudenza. Perizie che spesso vengono prese molto in considerazione dai giudici per la loro accuratezza.


determinazione del saldo corretto

Individuazione del reale saldo del conto, secondo il principio poc’anzi richiamato del calcolo epurativo.


Quali risultati si possono ottenere

Il ricalcolo del conto corrente può portare a risultati molto rilevanti.

Tra i principali:

  • riduzione del debito verso la banca
  • azzeramento del saldo negativo
  • trasformazione del debito in credito
  • recupero delle somme pagate indebitamente.

In molti casi il cliente scopre che il debito richiesto dalla banca è superiore a quello realmente dovuto.


Quando è possibile agire contro la banca

Il cliente può agire per il recupero degli interessi illegittimi entro determinati limiti temporali.

In generale, è possibile contestare il rapporto bancario per gli ultimi 10 anni, o anche di più se il rapporto è ancora in essere.

Tuttavia ogni giorno che passa può essere denaro perso. E’ importante non attendere troppo tempo e procedere con una verifica del conto corrente.


Perché rivolgersi a un avvocato esperto in diritto bancario

Il ricalcolo del conto corrente è un’operazione complessa che richiede competenze sia tecniche che giuridiche.

Un avvocato esperto in diritto bancario può:

  • coordinare la perizia tecnica
  • valutare le irregolarità del contratto
  • assistere il cliente nelle trattative con la banca
  • promuovere un’azione legale.

Una corretta analisi consente di individuare le strategie più efficaci per difendersi dalle richieste della banca o recuperare le somme dovute.


AVVOCATO DIRITTO BANCARIO BARI

Hai un conto corrente con debiti elevati o interessi troppo alti?

Se ti trovi a Bari o nella provincia e hai avuto un conto corrente con costi elevati, è possibile verificare se la banca ha applicato interessi illegittimi o anatocismo.

Lo Studio Legale Scavo di Bari, specializzato in diritto bancario, assiste clienti di Bari e provincia nelle controversie contro istituti di credito relative a:

  • ricalcolo conto corrente bancario
  • recupero interessi bancari
  • anatocismo bancario
  • usura bancaria.

Lo studio ha già assistito numerosi clienti in cause contro banche e attualmente segue diverse controversie relative a rapporti bancari.

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FAQ

Cos’è il ricalcolo del conto corrente bancario?

È un’operazione tecnica che permette di verificare se gli interessi applicati dalla banca sono corretti e di determinare il saldo reale del conto.


Quando è possibile ricalcolare un conto corrente?

È possibile quando si sospetta la presenza di anatocismo, usura o altre irregolarità nel rapporto bancario.


Si possono recuperare soldi con il ricalcolo del conto?

Sì, se emergono interessi illegittimi è possibile ottenere la restituzione delle somme pagate in eccesso.


Quanto tempo ho per contestare il conto corrente?

Generalmente è possibile agire per gli ultimi 10 anni.


Quando rivolgersi a un avvocato?

È consigliabile consultare un avvocato quando il conto presenta debiti elevati o quando si sospetta che la banca abbia applicato interessi illegittimi.

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