07 Apr Usura bancaria: quando gli interessi sono illegali e come difendersi
L’usura bancaria è una delle problematiche più gravi nei rapporti tra clienti e istituti di credito e riguarda l’applicazione di interessi superiori ai limiti stabiliti dalla legge.
Molti clienti, nel corso degli anni, hanno sottoscritto finanziamenti, mutui o utilizzato conti correnti senza sapere che i tassi applicati dalla banca potessero essere illegittimi o addirittura usurari. (leggi qui come difendersi in caso di problemi con la banca). Ciò avviene più di frequente quando i contratti riguardano imprese o società, ma non è infrequente per quanto riguarda i mutui concessi alle persone fisiche, specie se si tratta dei famigerati mutui “acquisto + ristrutturazione” o i mutui “al 100%” senza garanzia CONSAP.
La normativa italiana, con la legge 108 del 1996, tutela il cliente stabilendo un limite massimo agli interessi applicabili. Quando questo limite viene superato, si configura una situazione di usura bancaria.
Comprendere quando si verifica l’usura e quali sono i diritti del cliente è fondamentale per difendersi e recuperare le somme pagate indebitamente.
Cos’è l’usura bancaria
Si parla di usura bancaria quando il costo complessivo del finanziamento supera il cosiddetto tasso soglia previsto dalla legge.
Il tasso soglia viene stabilito trimestralmente sulla base dei dati raccolti dalla Banca d’Italia e pubblicati dal Ministero dell’Economia. Sul sito della Banca d’Italia sono presenti i dati storici, che servono per stabilire se, al momento della stipula del contratto, lo stesso fosse usurario (c.d. usura originaria, la più grave).
Per verificare se un contratto è usurario non è sufficiente considerare solo il tasso di interesse nominale, ma occorre valutare il costo complessivo del finanziamento. Infatti, come è nell’immaginario collettivo il comportamento dell’usuraio, viene in rilievo non solo l’interesse pattuito nel contratto, ma anche tutti i costi ad esso connessi e spesso sottaciuti o sottovalutati. Anzi, la più frequente delle ipotesi di usura bancaria ricade proprio nel caso in cui siano i costi collegati ad essere eccessivi, rendendo il finanziamento o il mutuo usuraio. Gli interessi, spesso. proprio perchè sono immediatamente visibili con dato numerico percentuale, sono spesso in linea con i parametri.
Ma come in una pubblicità, in cui l’inganno sta nelle condizioni scritte in piccolo a fondo immagine, anche nell’usura bancaria il vero problema sta nelle clausole e nei costi connessi.
Quali costi rientrano nel calcolo dell’usura
Per determinare se un finanziamento è usurario è necessario considerare tutti i costi collegati al rapporto bancario, sommandoli.
Tra questi:
- interessi corrispettivi
- interessi di mora
- commissioni bancarie, che incidono molto specie su contratti di anticipi fatture, fidi, conti correnti in valuta estera ecc.
- spese di istruttoria, che incidono molto spesso sui mutui;
- costi accessori, come ad esempio polizze o finanziamenti collegati (il classico caso del mutuo “acquisto + ristrutturazione”).
- secondo alcuni più recenti orientamenti giurisprudenziali, incide sul calcolo del costo complessivo anche la modalità di applicazione degli interessi. Nei contratti di finanziamento si hanno infatti 3 macrotipi di piano di ammortamento: alla francese, a capitalizzazione semplice e a capitalizzazione composta. Specie quando gli interessi sono calcolati con il regime composto, potrebbero annidarsi dei costi occulti per il cliente, che rendono il mutuo o il finanziamento usuraio.
Il parametro utilizzato è il TEG (Tasso Effettivo Globale), che consente di confrontare il costo reale del finanziamento con il tasso soglia.
Quando un finanziamento è usurario
Un finanziamento è considerato usurario quando il TEG supera il tasso soglia previsto nel trimestre di riferimento. Secondo la più recente giurisprudenza della cassazione, il trimestre di riferimento è quello in cui è stato stipulato il contratto (usura originaria). Tuttavia, in alcuni Tribunali di merito, viene in rilievo qualsiasi sforamento del tasso durante l’esecuzione del rapporto (usura sopravvenuta).
Questa situazione può verificarsi in diversi casi:
- mutui
- prestiti personali
- finanziamenti aziendali – i più attenzionati sono: anticipi fatture, aperture di credito in conto corrente, fidi (ove incidono tantissimo le commissioni di massimo scoperto), pegni su azioni o obbligazioni, conti correnti con interscambio di valuta estera (qui, in un caso da noi seguito, il cliente a seguito del ricalcolo ha ridotto il debito da 580.000 euro a 110.000 euro!).
- conti correnti affidati.
Anche una differenza minima rispetto al tasso soglia può determinare la presenza di usura bancaria. Per la legge infatti non conta di quanto viene sforato il tasso soglia, ma che venga semplicemente sforato.
Conseguenze dell’usura bancaria
La legge prevede conseguenze molto importanti in caso di usura. L’articolo di riferimento è quello, già visto in tema di anatocismo (leggi qui per approfondire), di cui all’art. 1815 del codice civile.
In particolare, qualora venga accertata la presenza di usura bancaria:
- gli interessi non sono dovuti
- il cliente deve restituire solo il capitale
- deve essere fatto un ricalcolo epurativo delle somme effettivamente dovute, espungendo gli interessi corrispettivi e sostituendoli con i più bassi interessi legali (leggi qui per approfondire come viene eseguito il ricalcolo delle somme)
- il debito può ridursi notevolmente, può essere azzerato e addirittura la banca può essere condannata alla restituzione degli interessi pagati. Ad esempio, relativamente a un recente caso relativo a un mutuo bancario da noi seguito, a fronte di un debito di 278.000 euro che la banca aveva azionato pignorando la casa, a seguito del ricalcolo è emerso che in realtà al nostro cliente la banca dovesse restituire circa 21.000 euro pagati in eccesso. L’asta è stata estinta e il cliente ha salvato la casa, recuperando i 21.000 euro e ottenendo anche un risarcimento del danno;
- se condannata per usura, la banca può addirittura dover risarcire il cliente, specialmente se nel frattempo ha azionato il contratto usuraio (magari pignorando la casa), ex art. 96, comma 2, del codice di procedura civile.
In alcuni casi possono emergere anche profili di responsabilità penale.
Usura nei mutui e nei finanziamenti
L’usura bancaria può riguardare anche i mutui e i finanziamenti.
In questi casi è fondamentale verificare:
- il tasso applicato al momento della stipula
- eventuali variazioni nel corso del rapporto, specie se unilateralmente determinate dalla banca.
- il tasso di mora.
Molti contratti presentano anomalie che possono essere oggetto di contestazione.
Come verificare l’usura bancaria
Per accertare la presenza di usura è necessario effettuare un’analisi tecnica del contratto bancario.
Le principali attività sono:
- analisi del contratto
- verifica dei tassi applicati
- calcolo del TEG
- confronto con il tasso soglia.
Questa verifica viene generalmente effettuata attraverso una perizia econometrica, che deve essere redatta da un esperto contabile che sia aggiornato con la più recente giurisprudenza, altrimenti si corre il rischio di effettuare calcoli pindarici che non reggono in giudizio.
Come difendersi dall’usura bancaria
Quando si accerta la presenza di usura, il cliente può intraprendere diverse azioni.
Tra le principali:
- richiesta di restituzione degli interessi
- ricalcolo del finanziamento
- opposizione a richieste di pagamento della banca, come il decreto ingiuntivo (leggi qui come opporsi)
- azione legale contro l’istituto di credito.
In molti casi è possibile anche avviare una trattativa con la banca per definire la posizione debitoria.
Entro quanto tempo si può agire
Il diritto a contestare gli interessi usurari è soggetto a prescrizione.
In generale è possibile agire per recuperare le somme pagate negli ultimi 10 anni.
Per questo motivo è importante procedere tempestivamente alla verifica del contratto bancario.
L’importanza di una verifica legale del contratto
Molti clienti non sono in grado di valutare autonomamente se un contratto è usurario. Anzi, date le numerose pronunce della giurisprudenza, il calcolo è un’operazione estremamente tecnica, che richiede l’ausilio di esperti che siano costantemente aggiornati. Altrimenti, si corre il rischio che i calcoli siano facilmente confutati in sede di giudizio. Il nostro studio, infatti, vanta collaborazioni in tutta Italia con tecnici estremamente qualificati per le operazioni di calcolo.
Una verifica tecnica e legale consente di:
- accertare la presenza di usura
- quantificare le somme recuperabili
- individuare la strategia più efficace.
Questo rappresenta spesso il primo passo per difendersi dalla banca o ridurre il debito.
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FAQ
Cos’è l’usura bancaria?
È la situazione in cui gli interessi applicati dalla banca superano il limite massimo stabilito dalla legge.
Come si calcola l’usura bancaria?
Attraverso il confronto tra il TEG del finanziamento e il tasso soglia previsto nel trimestre di riferimento.
Cosa succede se il finanziamento è usurario?
Gli interessi non sono dovuti e il cliente può chiedere la restituzione delle somme pagate.
L’usura riguarda anche i mutui?
Sì, anche i mutui possono essere usurari se i tassi applicati superano il limite di legge.
Quando rivolgersi a un avvocato?
È consigliabile consultare un avvocato quando si sospetta che il finanziamento presenti interessi troppo elevati o illegittimi.