TAN, TAEG e TEG nei contratti bancari: quali differenze?

TAN, TAEG e TEG nei contratti bancari: quali differenze?

La differenza tra TAN TAEG e TEG è fondamentale per capire quanto costa realmente un finanziamento e per leggere correttamente un contratto bancario. Chi sottoscrive un mutuo, un prestito o un’altra forma di credito può infatti trovarsi davanti a percentuali apparentemente simili, ma che hanno funzioni e modalità di calcolo differenti. Per un cliente di Bari che voglia verificare le condizioni applicate dalla propria banca, comprendere questi indicatori è quindi il primo passo per valutare il costo del credito e individuare eventuali criticità (leggi qui come difendersi in caso di problemi con la banca)

Il TAN riguarda essenzialmente gli interessi. Il TAEG rappresenta invece un indicatore del costo complessivo del finanziamento ed è centrale sotto il profilo della trasparenza. Il TEG, infine, assume una funzione diversa ed è particolarmente rilevante nell’ambito della disciplina antiusura (leggi qui per approfondire il tema usura bancaria)

Confondere questi tre valori può portare a valutazioni errate. Vediamo quindi cosa sono TAN, TAEG e TEG e quali sono le differenze.

Cos’è il TAN nei contratti bancari?

Il TAN, Tasso Annuo Nominale, esprime il tasso di interesse applicato al capitale finanziato su base annua.

In termini semplici, indica il costo degli interessi dovuti alla banca per la disponibilità del denaro, ma non rappresenta necessariamente tutto ciò che il cliente dovrà sostenere per ottenere e rimborsare il finanziamento.

La stessa Banca d’Italia distingue chiaramente il TAN dal TAEG: il primo rappresenta il costo annuo del prestito riferito agli interessi, mentre il secondo considera il costo complessivo secondo le regole previste per il relativo indicatore.

Perché il TAN non basta per capire quanto costa un finanziamento?

Immaginiamo due finanziamenti che presentino lo stesso TAN.

Il primo potrebbe avere costi accessori contenuti, mentre il secondo potrebbe prevedere commissioni e altre spese rilevanti.

Limitandosi al TAN, le due offerte potrebbero sembrare equivalenti. Il loro costo complessivo potrebbe invece essere diverso.

Per questo motivo, quando si confrontano due finanziamenti, guardare esclusivamente il TAN può essere fuorviante.

Il TAN rimane un dato importante, ma deve essere letto insieme agli altri indicatori e alle singole condizioni economiche riportate nella documentazione contrattuale.

Cos’è il TAEG e perché è importante?

Per comprendere la differenza tra TAN TAEG e TEG, il secondo indicatore da esaminare è il TAEG, Tasso Annuo Effettivo Globale.

Il TAEG è un indicatore espresso in percentuale annua che sintetizza il costo complessivo del credito secondo i criteri stabiliti dalla disciplina applicabile.

La Banca d’Italia lo definisce come l’indicatore del costo totale del finanziamento, espresso in percentuale annua sul credito concesso.

Il TAEG ha quindi soprattutto una funzione di trasparenza e comparazione: consente al cliente di confrontare in maniera più attendibile offerte di finanziamento che potrebbero avere un TAN simile ma costi accessori differenti.

Quali costi considera il TAEG?

Il TAEG non prende in considerazione soltanto gli interessi.

Secondo la disciplina applicabile e in presenza dei relativi presupposti, nel calcolo possono assumere rilievo anche commissioni, imposte, spese e costi di determinati servizi accessori collegati al finanziamento.

Non significa, tuttavia, che qualsiasi costo sostenuto dal cliente debba automaticamente essere incluso nel TAEG.

Alcune voci possono essere escluse. La Banca d’Italia indica, ad esempio, tra i costi non ricompresi in determinate fattispecie le spese notarili, alcuni servizi accessori facoltativi e gli eventuali interessi di mora dovuti in caso di ritardo.

Per stabilire se una determinata voce dovesse essere inclusa è quindi necessario verificare il tipo di contratto, la disciplina applicabile e la funzione concretamente svolta dal costo.

TAN e TAEG: qual è la differenza?

La differenza può essere sintetizzata così:

  • il TAN considera il tasso degli interessi applicato al capitale;
  • il TAEG mira a rappresentare il costo complessivo del credito secondo le regole previste per il suo calcolo.

Di conseguenza, il TAEG è normalmente più adatto del solo TAN per confrontare il costo di diverse offerte di finanziamento.

Un prestito pubblicizzato con un TAN particolarmente conveniente non è necessariamente quello economicamente più vantaggioso.

Commissioni e altre spese possono incidere sul costo complessivo.

È proprio questa una delle ragioni per cui, prima di sottoscrivere un finanziamento, non bisognerebbe concentrare l’attenzione esclusivamente sul tasso nominale pubblicizzato.

Cos’è il TEG?

Il TEG, Tasso Effettivo Globale, non deve essere confuso con il TAEG.

La differenza non è soltanto terminologica.

Il TEG assume particolare rilievo nella disciplina relativa all’usura bancaria. In questo ambito occorre considerare anche il TEGM, cioè il Tasso Effettivo Globale Medio, rilevato per categorie omogenee di operazioni.

La Banca d’Italia rileva trimestralmente i TEGM praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari. Questi valori costituiscono il parametro di partenza per la determinazione dei tassi soglia previsti dalla disciplina antiusura.

Il TEG relativo alla singola operazione e il TEGM della pertinente categoria non sono quindi la stessa cosa.

Il secondo rappresenta un dato medio di riferimento del sistema per categorie omogenee; il primo riguarda la specifica operazione da esaminare secondo i criteri applicabili.

TEG e TAEG sono la stessa cosa?

No.

Questo è uno degli errori più frequenti quando si analizza un contratto bancario.

TEG e TAEG hanno funzioni differenti e non possono essere utilizzati indifferentemente.

Il TAEG svolge principalmente una funzione di trasparenza sul costo complessivo del credito e permette di confrontare le offerte.

Il TEG rileva invece, in particolare, nell’ambito della verifica relativa alla normativa antiusura.

La distinzione è stata evidenziata anche nella prassi dell’Arbitro Bancario Finanziario, proprio in ragione delle differenti finalità dei due indicatori.

Di conseguenza, non è corretto concludere che un finanziamento sia usurario semplicemente confrontando il TAEG riportato nel contratto con il tasso soglia.

Per una verifica antiusura occorre utilizzare i parametri e i criteri propri della relativa disciplina.

Differenza tra TAN TAEG e TEG: un esempio pratico

Un esempio può rendere più chiara la distinzione.

Supponiamo che un cliente sottoscriva un finanziamento con:

  • TAN del 6%;
  • spese di istruttoria;
  • commissioni collegate al finanziamento;
  • eventuali ulteriori costi rilevanti.

Il 6% rappresenta il tasso nominale degli interessi.

Il TAEG terrà invece conto, secondo le regole applicabili, anche delle ulteriori voci di costo che devono entrare nel relativo calcolo. Potrà quindi risultare superiore al TAN.

Se il cliente vuole verificare se il costo del finanziamento presenta profili di usurarietà, però, non sarà sufficiente prendere il TAEG e confrontarlo meccanicamente con una percentuale trovata online.

Occorrerà individuare la corretta categoria dell’operazione, il periodo rilevante, il relativo tasso soglia e calcolare il TEG secondo i criteri previsti dalla normativa antiusura.

Questo esempio mostra perché la differenza tra TAN TAEG e TEG non sia soltanto teorica, ma possa avere conseguenze concrete nell’analisi di un contratto bancario.

Che rapporto esiste tra TEG, TEGM e tasso soglia?

Un’ulteriore distinzione importante riguarda TEG, TEGM e tasso soglia.

Il TEGM è il Tasso Effettivo Globale Medio relativo a determinate categorie di operazioni creditizie.

I TEGM vengono rilevati trimestralmente dalla Banca d’Italia su delega del Ministero dell’Economia e delle Finanze e costituiscono la base per determinare le soglie previste dalla legge antiusura.

Dal 14 maggio 2011 il tasso soglia viene determinato aumentando il TEGM di un quarto e aggiungendo ulteriori quattro punti percentuali, fermo restando che la differenza tra soglia e tasso medio non può superare otto punti percentuali.

La verifica deve comunque essere effettuata considerando categoria dell’operazione e periodo di riferimento corretti.

Non esiste, quindi, un unico tasso soglia valido indistintamente per tutti i finanziamenti.

Perché TAN, TAEG e TEG possono diventare rilevanti in una controversia bancaria?

La distinzione assume particolare importanza quando il cliente sospetta che il contratto non rappresenti correttamente il costo del credito o presenti altre anomalie.

Le problematiche possono riguardare, a seconda del rapporto e della disciplina applicabile:

  • corretta indicazione delle condizioni economiche;
  • trasparenza del costo del finanziamento;
  • corretto calcolo del TAEG;
  • inclusione o esclusione di determinate spese;
  • verifica del TEG;
  • rispetto della normativa antiusura;
  • corrispondenza tra condizioni pubblicizzate, documentazione precontrattuale e contratto;
  • effettiva applicazione delle condizioni pattuite.

È importante, però, evitare conclusioni automatiche.

Una differenza tra il costo percepito dal cliente e il TAN indicato nel contratto non dimostra, da sola, l’esistenza di un illecito. Allo stesso modo, una possibile anomalia del TAEG non equivale automaticamente a usura.

Ogni questione deve essere valutata secondo la disciplina specificamente applicabile.

Come verificare TAN, TAEG e TEG in un contratto bancario

Una verifica seria non dovrebbe limitarsi alla lettura della percentuale indicata nella prima pagina del contratto.

È opportuno esaminare l’intera documentazione disponibile.

Tra i documenti che possono assumere rilievo rientrano, a seconda del rapporto:

  • contratto di finanziamento;
  • documento di sintesi;
  • piano di ammortamento;
  • documentazione precontrattuale;
  • fogli informativi;
  • prospetti delle condizioni economiche;
  • quietanze e documentazione relativa ai pagamenti;
  • eventuali polizze assicurative collegate;
  • documentazione relativa a commissioni e costi accessori.

Solo ricostruendo le condizioni effettivamente pattuite e applicate è possibile comprendere se gli indicatori siano stati correttamente determinati e se esistano elementi che richiedano un approfondimento.

Un TAEG errato rende automaticamente nullo il contratto?

No. È necessario evitare generalizzazioni.

Le conseguenze di un’eventuale errata indicazione del TAEG dipendono dalla tipologia di contratto, dalla normativa applicabile, dalla natura dell’errore e dalle circostanze concrete.

Non ogni discordanza produce quindi automaticamente la nullità dell’intero finanziamento o il diritto alla restituzione di tutte le somme pagate.

In materia bancaria, la qualificazione giuridica dell’anomalia è essenziale.

Prima di formulare una contestazione alla banca è opportuno individuare esattamente quale disposizione sarebbe stata violata e quali conseguenze l’ordinamento collega a quella specifica violazione.

Quando può essere utile far analizzare il contratto bancario?

Una verifica può essere particolarmente utile quando il cliente riscontra una differenza significativa tra le condizioni che riteneva di avere accettato e il costo effettivamente sostenuto.

Può essere opportuno approfondire anche quando emergono commissioni o costi non compresi dal cliente al momento della sottoscrizione oppure quando vi sono dubbi sul calcolo del TAEG o sul rispetto della normativa antiusura.

Per clienti, professionisti e imprese di Bari e provincia, l’analisi dovrebbe partire dalla documentazione contrattuale e contabile effettivamente disponibile, evitando valutazioni basate esclusivamente su simulatori online o sul confronto isolato di singole percentuali.

TAN, TAEG e TEG: cosa controllare prima di contestare la banca

Prima di inviare una contestazione è utile distinguere il problema concreto.

Se il dubbio riguarda il costo complessivo rappresentato al cliente, l’analisi può concentrarsi sul TAEG e sugli obblighi di trasparenza applicabili.

Se il problema riguarda invece la possibile usurarietà del finanziamento, occorre procedere alla verifica secondo i criteri specifici previsti dalla disciplina antiusura.

Se la contestazione riguarda semplicemente il tasso di interesse pattuito, sarà invece necessario analizzare il TAN e le clausole che disciplinano la remunerazione del capitale.

La differenza tra TAN TAEG e TEG serve proprio a evitare di applicare a un problema bancario uno strumento di verifica concepito per una finalità diversa.

FAQ

Qual è la differenza tra TAN e TAEG?

Il TAN rappresenta il tasso nominale annuo degli interessi applicati al finanziamento. Il TAEG è invece un indicatore del costo complessivo del credito e considera, secondo le regole applicabili, anche ulteriori costi collegati al finanziamento.

Il TAEG può essere superiore al TAN?

Sì. Proprio perché il TAEG considera anche costi ulteriori rispetto agli interessi, normalmente può risultare superiore al TAN.

Il TAEG comprende tutte le spese del finanziamento?

Non necessariamente. L’inclusione di una voce dipende dalla disciplina applicabile e dalle caratteristiche del costo. Alcune spese o servizi facoltativi possono essere esclusi dal calcolo.

TEG e TAEG sono la stessa cosa?

No. Hanno finalità differenti. Il TAEG è principalmente un indicatore di trasparenza e del costo complessivo del credito; il TEG assume particolare rilievo nella verifica del rispetto della normativa antiusura.

Posso confrontare il TAEG con il tasso soglia per verificare l’usura?

Un confronto diretto e automatico non è il metodo corretto. La verifica dell’usura richiede l’applicazione dei criteri previsti dalla relativa disciplina, individuando la categoria dell’operazione, il periodo di riferimento, il tasso soglia pertinente e il TEG della specifica operazione.

Che differenza c’è tra TEG e TEGM?

Il TEG riguarda la singola operazione creditizia analizzata. Il TEGM è invece il Tasso Effettivo Globale Medio rilevato per categorie omogenee di operazioni e costituisce la base per la determinazione delle soglie antiusura.

Un TAEG sbagliato comporta sempre la nullità del finanziamento?

No. Le conseguenze dipendono dal contratto, dalla disciplina applicabile e dal tipo di irregolarità riscontrata. Occorre esaminare il caso concreto prima di stabilire quali rimedi siano eventualmente disponibili.

Come posso verificare TAN, TAEG e TEG del mio mutuo o prestito a Bari?

È necessario partire dal contratto, dalla documentazione precontrattuale, dal piano di ammortamento e dalle singole voci di costo. In presenza di dubbi, una verifica giuridica e, quando necessaria, tecnico-contabile consente di stabilire quali indicatori debbano essere analizzati e con quali criteri.

Verificare il contratto bancario prima di contestare i costi

Comprendere la differenza tra TAN TAEG e TEG permette di leggere con maggiore consapevolezza un mutuo, un prestito o un altro finanziamento, ma non sempre è sufficiente per stabilire se le condizioni applicate dalla banca siano corrette.

Quando emergono dubbi sul TAEG, sui costi accessori, sul TEG o sul rispetto delle soglie antiusura, una contestazione basata sul parametro sbagliato rischia di non affrontare il vero problema.

Contattaci!

Lo Studio Legale Scavo di Bari assiste privati, professionisti e imprese nell’analisi dei contratti bancari e nella valutazione delle possibili anomalie.

Se ritieni che il costo del tuo finanziamento non corrisponda alle condizioni prospettate o vuoi verificare la presenza di possibili irregolarità, un Avvocato Bancario a Bari può esaminare la documentazione e individuare le questioni giuridicamente rilevanti prima di intraprendere iniziative nei confronti dell’istituto di credito.

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