21 Ago Saldo e stralcio: cos’è, come funziona e quando conviene
Il saldo e stralcio è un accordo con il quale debitore e creditore definiscono una posizione debitoria attraverso il pagamento della somma concordata, stralciando la residua parte del debito/credito (ad esempio se ho un debito di 100 e faccio un saldo e stralcio pagando 50, gli altri 50 vengono esdebitati).
Può essere particolarmente interessante quando il creditore è una banca o una società di recupero crediti, il debitore non riesce più a sostenere regolarmente il debito oppure esiste un immobile che può essere venduto per reperire le risorse necessarie alla definizione (leggi qui come difendersi dalle banche)
In presenza di un mutuo in sofferenza, di un decreto ingiuntivo o persino di una casa già pignorata, il saldo e stralcio con la banca può quindi rappresentare una possibile alternativa alla prosecuzione del contenzioso o dell’esecuzione (leggi qui cosa fare se ti è arrivato un pignoramento o un decreto ingiuntivo)
Ma c’è un punto fondamentale: il saldo e stralcio non è un diritto del debitore e la banca non è obbligata ad accettarlo. Certo, normalmente le banche sono molto propense ad accettare il saldo e stralcio e te lo dico per esperienza, avendoci lavorato per 7 anni come avvocato interno: le banche non vogliono venderti casa all’asta, non fanno gli agenti immobiliari. Le banche vendono e incassano soldi, per cui il loro obiettivo è incassare.
Al contempo il saldo e stralcio non “stralcia” l’immobile, ma l’intero credito.
Perché una trattativa abbia concrete possibilità di successo occorre conoscere il debito, il valore delle garanzie, la situazione patrimoniale del debitore e, se esiste già un pignoramento, la fase raggiunta dalla procedura.
Cos’è il saldo e stralcio?
Con il saldo e stralcio le parti raggiungono un accordo per definire una posizione debitoria alle condizioni concordate.
La Banca incassa immediatamente, tu ti liberi dal debito, e pur di incassare immediatamente, la banca è disposta a concederti uno sconto, più o meno sostanzioso.
L’esempio più semplice è questo, tratto da un caso vero definito un mesetto fa.
La banca vantava un credito di 115.000 euro.
Il cliente non disponeva di 115.000 euro, ma è riuscito a reperire 60.000 euro immediatamente tramite la vendita della casa.
Abbiamo proposto alla banca di accettare quella somma nell’ambito di un accordo che definisca la posizione.
La banca ha ritienuto la proposta conveniente e l’ha accettata: le condizioni e gli effetti dell’accordo sono stati formalizzati con precisione e il cliente si è liberato da ogni debito, liberando anche il garante, ossia la madre, che altrimenti avrebbe rischiato di vedere anche la sua casa pignorata (leggi qui cosa rischia il garante)
Non esiste però alcun automatismo per cui un debito di 115.000 euro possa essere chiuso pagando necessariamente 60.000 euro, il 50% o qualsiasi altra percentuale.
Lo stralcio dipende dalla trattativa e dall’esperienza di chi la conduce.
Nel nostro studio abbiamo l’avv. Alessandro Scavo e l’avv. Francesco Scavo, che non solo hanno lavorato in banca per diverso tempo (Alessandro 7 anni e Francesco 5), ma che hanno grande esperienza in tema di saldo e stralcio, avendone chiusi a migliaia sia quando erano avvocati della Banca, sia ora da avvocati di chi ha questo tipo di problema.
Perché una banca dovrebbe accettare un saldo e stralcio?
Questa è probabilmente la domanda più importante.
Se la banca ha diritto a ricevere 115.000 euro, perché dovrebbe accettarne meno?
Come ti ho detto prima la banca ha un unico obiettivo: incassare e, possibilmente, farlo il più veloce possibile e con il minor rischio possibile (in asta non si sa a quanto potrebbe essere aggiudicato l’immobile e dopo quanto tempo).
In buona sostanza quello che per te è un problema (che magari il tuo immobile venga svenduto, o non sapere quando sarà venduto per organizzarti), qui è il nostro alleato, la principale argomentazione da usare nei confronti della banca per ottenere il maggior sconto possibile.
In buona sostanza nelle trattative di saldo e stralcio bisogna pensare come la Banca, non come soggetto debitore.
E nel fare questo, la Banca tiene conto che il valore economico di un credito non dipende soltanto dal suo importo nominale.
La banca può dover considerare:
- probabilità di recuperare integralmente il credito;
- tempi necessari;
- costi del recupero;
- situazione patrimoniale del debitore;
- valore delle garanzie;
- valore dell’immobile ipotecato;
- presenza di altri creditori;
- grado dell’ipoteca;
- stato di un’eventuale esecuzione immobiliare;
- somma immediatamente disponibile;
- eventuali contestazioni sul credito.
Un pagamento certo e immediato può, in determinate circostanze, avere un valore economico diverso rispetto alla prospettiva di proseguire per anni un’attività di recupero dall’esito non necessariamente equivalente.
È proprio su questa valutazione che si costruisce una possibile trattativa a saldo e stralcio. L’importante è sapere quali tasti toccare, caso per caso! Contattaci per scoprirlo!
Come funziona il saldo e stralcio con la banca?
Un saldo e stralcio efficace non dovrebbe partire da una proposta casuale.
Prima occorre ricostruire la posizione.
1. Verificare il debito
Bisogna capire esattamente cosa chiede la banca.
A seconda del rapporto possono essere rilevanti:
- capitale residuo;
- interessi;
- interessi moratori;
- spese;
- pagamenti già effettuati;
- eventuali garanzie;
- importi richiesti a fideiussori;
- eventuali procedimenti giudiziari già iniziati.
Se esistono contestazioni concrete sul rapporto bancario, devono essere valutate prima di formulare la proposta. A volte una contestazione, fatta bene, motivata e che può paralizzare le azioni della banca per un pò, può essere il nostro maggior alleato per convincere la banca ad accettare uno sconto maggiore.
2. Verificare il patrimonio del debitore
Una banca difficilmente valuterà una proposta senza considerare quale recupero potrebbe ottenere attraverso gli strumenti ordinari.
Se il debitore dispone di un immobile libero del valore di molto superiore al debito, la posizione negoziale è diversa da quella di chi possiede soltanto una casa ipotecata il cui valore è prossimo o inferiore all’esposizione. L’importante è però saper valorizzare tutti gli elementi: eventuali criticità dell’immobile, della zona, del mercato immobiliare.
Mentre in una normale trattativa di vendita dobbiamo valorizzare il nostro immobile… qui lo dobbiamo vedere per quello che è.
3. Individuare la somma realmente disponibile
Una proposta deve essere sostenibile e soprattutto tracciabile nel pagamento.
Prima di portare la proposta in delibera, la banca vuole sapere da dove derivano i soldi. Non si può fare i furbi, altrimenti si corre il rischio di far naufragare le trattative sul più bello.
Se si offrono 80.000 euro, occorre sapere:
- da dove provengono;
- quando possono essere pagati;
- se il pagamento dipende da una vendita;
- se interviene un familiare o un altro soggetto;
- quali condizioni devono realizzarsi.
Una proposta difficilmente realizzabile rischia di far perdere tempo.
4. Formulare una proposta strutturata
L’offerta dovrebbe indicare chiaramente importo, modalità e tempi del pagamento e le condizioni alle quali viene proposta la definizione.
La proposta deve essere motivata!
Anzi, più è dettagliata e motivata la proposta, meno lavoro dovrà fare il gestore della banca per portarla in delibera.
Considera sempre che dall’altra parte abbiamo chi gestisce la pratica. Che è un dipendente della Banca o della società di recupero crediti, con migliaia di posizioni da gestire e poco tempo a disposizione (e lo so, ero uno di loro!). Per lui sei un numero. Se però riceve una proposta dettagliata e motivata, lui sa che per farla approvare dovrà fare meno lavoro. E quindi, magicamente, la nostra proposta sarà valutata con più celerità e maggior favore rispetto a proposte generiche o pindariche.
5. Formalizzare correttamente l’accordo
Se la banca accetta, il contenuto dell’accordo diventa decisivo e viene racchiuso nella lettera di acettazione.
Quando lavoravo in banca, il mio maestro diceva: noi non vendiamo immobili, vendiamo lettere di accettazione.
Non è sufficiente sapere che la banca “ha accettato i soldi”.
Occorre stabilire cosa accade dopo il pagamento, quali condizioni ci sono. La lettera di accettazione è altresì fondamentale, in caso di vendita dell’immobile contestuale al saldo e stralcio, a consentire al notaio di rogitare.
Senza l’accordo, il notaio, infatti, non può rogitare un immobile pignorato. Questo perchè il pignoramento è un vincolo d’indisponibilità: non trasferisce la proprietà alla banca, la proprietà rimane al debitore, il quale, per vendere l’immobile, deve avere un accordo con la banca e i creditori intervenuti.
Quanto si può offrire alla banca per un saldo e stralcio?
Non esiste una percentuale valida per tutti.
Diffidare quindi di formule come:
“Le banche accettano sempre il 50% del debito.”
Oppure:
“Con il saldo e stralcio puoi cancellare il 70% del debito.”
Non funziona così.
Un debito di 100.000 euro potrebbe essere definito a 70.000 euro in una situazione e non essere definibile neppure a 90.000 euro in un’altra.
La convenienza per il creditore e la percentuale di sconto dipendono dalla concreta possibilità alternativa di recupero, nonchè dalle argomentazioni (purchè vere e verificabili documentalmente) che possiamo dare.
Per formulare una proposta sensata occorre quindi chiedersi:
quanto potrebbe realisticamente recuperare la banca se rifiutasse l’accordo?
Questa è spesso la base economica della negoziazione. Ragionare con la testa della Banca.
Quando conviene proporre un saldo e stralcio?
Il saldo e stralcio può convenire soprattutto quando esiste una concreta possibilità di chiudere definitivamente una posizione che altrimenti continuerebbe a produrre costi, interessi, contenzioso o azioni esecutive.
Oltretutto, rispetto alla vendita all’asta, il saldo e stralcio ti consente di liberarti dal debito resuduo. Ciò che molti non sanno, infatti, è che se la casa dovesse essere venduta a 50.000 euro a fronte di un debito di 100.000, la banca continuerebbe a vantare un credito di 50.000 euro più interessi e spese legali e, per recuperarlo, potrebbe rivalersi su stipendio, garanti, auto, moto, ecc.
Con il saldo e stralcio, pattuiti 50.000, quella somma è sufficiente a stralciare l’intero credito, anche se è di 100.000 euro o di un milione!
Per questo, quando si conclude un saldo e stralcio, non si deve guardare alla somma oggetto di accordo, ma al credito che è stato stralciato!
Così, nel caso di prima, è vero che i clienti hanno venduto l’immobile a 60.000, ma in realtà è come se l’avessero venduto a 115.000 (più spese!), perchè con quei 60.000 hanno saldato un debito di 115.000!
In buona sostanza l’accordo di saldo e stralcio è efficiente, oltre che economico, e consente di ottimizzare l’asset a disposizione.
Il saldo e stralcio è particolarmente interessante quando:
- il debitore dispone di liquidità immediata ma insufficiente a pagare l’intero debito;
- un familiare è disposto a contribuire alla definizione;
- il debitore può vendere un immobile;
- la banca ha già iniziato un’attività di recupero;
- esiste una procedura esecutiva;
- il valore concretamente negoziabile può rendere interessante una soluzione negoziale;
- il debitore vuole evitare l’incertezza e i costi di un lungo contenzioso.
La convenienza deve comunque essere valutata da entrambe le parti. E’ sicuramente un’operazione vincente da entrambe le parti, e te lo dico per esperienza.
Perché il saldo e stralcio può convenire al debitore?
Il primo vantaggio potenziale è evidente: definire il debito alle condizioni concordate evitando che la posizione rimanga aperta.
Ma non è l’unico.
Come detto prima con il saldo e stralcio si blocca una somma, a sconto, e ci si libera di un debito maggiore!
O ci si evita cause che magari costerebbero molto di più della casa stessa, come in un caso definito recentemente, in cui è abbiamo concluso un accordo di saldo e stralcio per 175.000 euro complessivi, con contestuale vendita della casa, a fronte di un credito di 400.000 euro circa, e definito al contempo 8 cause diverse, del valore di 400.000 ciascuna, che probabilmente, in caso di sconfitta da parte del cliente (che, con il precedente avvocato, le aveva introdotte solo per prendere tempo), sarebbero costate almeno 20-30 mila euro ciascuna.
Un accordo può consentire, a seconda della situazione, di:
- evitare la prosecuzione di un contenzioso;
- prevenire un’esecuzione quando non è ancora iniziata;
- definire una procedura già pendente;
- evitare o gestire una vendita forzata;
- ottimizzare il valore dell’immobile (come nel caso spiegato sopra);
- conoscere anticipatamente il costo della soluzione;
- ridurre l’incertezza;
- programmare la vendita volontaria di un bene, magari concordando dei tempi di rilascio più comodi (nel caso citato in questo paragrafo, abbiamo concordato un rilascio dell’immobile a 4 mesi anzichè a 60 giorni come in asta);
- affrontare in modo ordinato una situazione finanziaria ormai insostenibile.
Il vantaggio maggiore non è quindi semplicemente “pagare meno”.
È trasformare una situazione debitoria incerta in una soluzione definita e sostenibile, quando la trattativa lo consente.
Perché il saldo e stralcio può convenire alla banca?
Anche la banca deve avere una ragione economica per accettare.
L’accordo può permettere al creditore di ottenere:
- pagamento in tempi più brevi;
- certezza dell’incasso concordato;
- riduzione dei costi di recupero;
- eliminazione dell’incertezza legata all’esecuzione;
- chiusura di una posizione problematica.
Questo è particolarmente rilevante quando l’alternativa è un’esecuzione immobiliare lunga, costosa o caratterizzata da un valore di realizzo non particolarmente favorevole.
Il saldo e stralcio funziona, quindi, quando si riesce a creare un punto di incontro economicamente razionale per entrambe le parti.
Saldo e stralcio con vendita dell’immobile: come funziona?
Il saldo e stralcio con vendita dell’immobile merita un approfondimento specifico.
Può accadere che il debitore non abbia liquidità sufficiente per formulare una proposta, ma possieda una casa o un altro immobile che può essere venduto.
L’operazione può allora essere strutturata collegando:
vendita dell’immobile → pagamento della somma concordata alla banca → definizione del debito.
È una soluzione particolarmente interessante quando il prezzo di mercato dell’immobile non è sufficiente a pagare integralmente il debito oppure quando sull’immobile grava un’ipoteca e occorre coordinare vendita, pagamento e liberazione del bene. Il rischio, se non ci si muove in tal senso, è che la banca comunque pignori tutto il resto.
Prendiamo ad esempio il caso di Salvatore e Nicoletta. Non avevano pagato il mutuo sulla loro casa, ma la madre di lei era garante. La banca aveva pignorato la loro casa e, dopo due aste deserte, voleva pignorare anche la casa della madre. Con il saldo e stralcio, ove è avvenuta la vendita della casa di Salvatore e Nicoletta, abbiamo salvato la casa della madre ed estinto il debito. Salvatore e Nicoletta ora vivono con la signora, in una casa anche più grande di quella che avevano prima.
Come vedi, bisogna guardare il tutto nello specifico, ma soprattutto “salvare il salvabile” (senza voli pindarici) e definire chiaramente “Qual è il tuo obiettivo”!
Un esempio di saldo e stralcio con vendita della casa
Prendiamo ad esempio questo altro caso, risolto recentemente
Debito verso la banca: €250.000
Valore realistico di vendita dell’immobile: €180.000
Acquirente disponibile a pagare: €140.000
Il cliente non poteva vendere l’immobile confidando semplicemente che il problema della banca si sarebbe risolto successivamente.
Abbiamo negoziato.
La banca ha ritenuto economicamente conveniente accettare la somma di 140.000 a definizione della posizione e abbiamo concordato correttamente le condizioni, nell’operazione abbiamo coordinato:
accordo con la banca → compravendita → pagamento concordato → adempimenti necessari per liberare l’immobile secondo quanto pattuito.
Ti starai chiedendo: ma il debitore ha svenduto l’immobile, chi ci ha guadagnato è solo l’acquirente da affarista!
In realtà non è così. Il cliente aveva un debito di 250.000, che è stato chiuso con l’accordo di saldo e stralcio in via definitiva. Quindi, anche se l’immobile (che valeva 180.000) è stato venduto a 140.000, il cliente è come se avesse venduto l’immobile a 250.000 (ossia 70.000 euro in più del suo valore). Pensi ancora che chi ci ha guadagnato di più sia stato l’acquirente?
Perché vendere l’immobile può rendere possibile il saldo e stralcio?
Per una ragione molto semplice.
Il debitore può non avere liquidità, ma possedere un patrimonio immobiliare.
La vendita trasforma quel patrimonio in denaro immediatamente utilizzabile nella trattativa.
Inoltre, quando esiste già il rischio di un’esecuzione, può esserci una differenza sostanziale tra:
valore di mercato dell’immobile
e
somma che il creditore potrebbe concretamente recuperare al termine della procedura esecutiva, tenuto conto della situazione specifica, degli altri creditori e dei costi.
Tornando al discorso di prima: perchè la banca ha accettato i 140.000 quando l’immobile ne valeva 180.000?
Semplice: in virtù dell’offerta minima, il prezzo minimo, in prima asta, sarebbe stato di 136.000 euro (180.000 – 25%). Quindi per la banca c’era il rischio (probabile in prima asta) che si presentasse un solo offerente e che se lo aggiudicasse per 136.000 euro, ossia meno dei 140.000 incassati. O ancora, se l’asta fosse andata deserta, il prezzo sarebbe calato di un ulteriore 25% rispetto ai 136.0000. Al contempo, se l’immobile fosse stato venduto a 136.000, il debitore sarebbe rimasto esposto per 114.000 euro (più spese e interessi). E’ ovvio che con il saldo e stralcio ci abbiano guadagnato tutti!
È proprio questa differenza che può creare, in alcuni casi, lo spazio economico per una trattativa.
Saldo e stralcio con immobile ipotecato
L’esistenza di un’ipoteca non impedisce in assoluto una compravendita, ma rende necessario strutturare correttamente l’operazione.
L’acquirente, comprensibilmente, vorrà sapere come verrà liberato l’immobile dalla garanzia e quali formalità saranno necessarie.
Per questo, prima di arrivare al rogito, devono essere chiariti almeno:
- credito della banca;
- importo che la banca accetta;
- modalità di pagamento;
- tempi;
- effetti del pagamento sul debito;
- sorte dell’ipoteca;
- eventuali altre formalità pregiudizievoli;
- presenza di ulteriori creditori.
La vendita non dovrebbe quindi essere organizzata separatamente dalla trattativa bancaria.
Accordo con la banca e compravendita devono essere coordinati.
Saldo e stralcio quando la casa è già pignorata
La situazione diventa più delicata quando l’immobile non è soltanto ipotecato, ma è già stato pignorato.
Il pignoramento segna l’inizio dell’esecuzione immobiliare.
Ciò non esclude necessariamente una trattativa, ma non è più possibile comportarsi come se l’immobile fosse libero e la procedura non esistesse.
Devono essere verificati:
- creditore procedente;
- creditori intervenuti (bisogna trattare con tutti, altrimenti niente saldo e stralcio!)
- stato dell’esecuzione;
- perizia;
- valore attribuito all’immobile;
- eventuale ordinanza di vendita;
- eventuale asta già fissata.
Più la procedura è avanzata, più diventa importante coordinare rapidamente la negoziazione con gli adempimenti processuali necessari. in generale il saldo è stralcio è possibile sino alla vendita in asta dell’immobile. Ma, per semplificare, è opportuno muoversi con il saldo e stralcio almeno un mese prima della vendita, per avere le tempistiche necessarie.
Saldo e stralcio prima dell’asta
Un saldo e stralcio prima dell’asta può essere particolarmente interessante perché può consentire, quando l’accordo è raggiungibile e correttamente attuato, di evitare che la procedura prosegua fino alla vendita forzata.
Ma c’è un errore da evitare:
iniziare la trattativa pochi giorni prima dell’asta. Non ci sono i tempi tecnici.
Una banca può aver bisogno di tempo per esaminare:
- proposta;
- documentazione;
- valore del bene;
- posizione debitoria;
- autorizzazioni interne;
- modalità di pagamento.
E una trattativa in corso non sospende automaticamente l’esecuzione.
Per questo il saldo e stralcio dovrebbe essere valutato appena diventa chiaro che il debito non può essere pagato integralmente.
Posso vendere una casa già pignorata con un normale rogito?
La presenza del pignoramento rende l’operazione profondamente diversa dalla vendita di un immobile libero.
Se l’esecuzione è già iniziata occorre considerare la procedura e i creditori.
Inoltre, dal 2023 il codice di procedura civile disciplina espressamente la vendita diretta dell’immobile pignorato agli artt. 568-bis e 569-bis c.p.c.
L’art. 568-bis consente al debitore, rispettando condizioni e termini precisi, di chiedere al giudice dell’esecuzione la vendita diretta sulla base di un’offerta di acquisto. La richiesta deve essere presentata non oltre dieci giorni prima dell’udienza ex art. 569, primo comma, e deve essere accompagnata dall’offerta e dalla cauzione prevista dalla legge.
Vendita diretta processuale e saldo e stralcio sono però due strumenti differenti.
La prima è disciplinata dal processo esecutivo.
Il secondo nasce da una negoziazione con il creditore.
In alcune situazioni devono essere valutate entrambe le strade per individuare quella concretamente più efficace.
Cosa deve prevedere l’accordo di saldo e stralcio?
Questo è uno dei passaggi più delicati.
Un accordo non dovrebbe lasciare dubbi su cosa succederà dopo il pagamento.
A seconda della situazione occorre disciplinare con precisione:
- importo concordato;
- scadenza;
- modalità di pagamento;
- debito al quale il pagamento viene imputato;
- effetto del pagamento sul residuo;
- eventuali garanzie;
- posizione dei fideiussori;
- eventuale rinuncia ad azioni giudiziarie;
- eventuale procedura esecutiva;
- ipoteca e altre formalità;
- documentazione che sarà rilasciata dopo il pagamento.
La formulazione concreta è importante.
La Cassazione distingue infatti la semplice quietanza dalla volontà di transigere o rinunciare ad ulteriori pretese: una dichiarazione di pagamento non equivale necessariamente, da sola, a una transazione definitiva se tale volontà non emerge dal contenuto complessivo dell’accordo.
Per questo una formula generica come “ricevuto a saldo” non dovrebbe sostituire un accordo costruito correttamente sulla posizione specifica.
Saldo e stralcio e fideiussore: il garante viene liberato automaticamente?
Non bisogna darlo per scontato. Bisogna inserirlo nella trattativa.
Quando il debito è assistito da fideiussioni o esistono più soggetti obbligati, l’accordo deve chiarire esattamente chi viene liberato e rispetto a quale obbligazione.
La disciplina delle obbligazioni solidali e gli effetti delle transazioni con uno dei coobbligati possono rendere la questione più complessa di quanto sembri. Anche la giurisprudenza distingue in base all’oggetto e alla portata concreta della transazione.
Se l’obiettivo è definire non soltanto la posizione del debitore principale ma anche quella dei garanti, questo risultato deve essere affrontato espressamente nella negoziazione.
Se ci sono più banche o più creditori, il saldo e stralcio diventa più complesso, ma non impossibile
Immaginiamo che sull’immobile insistano:
- ipoteca della banca A;
- ipoteca della banca B;
- pignoramento;
- intervento di un ulteriore creditore.
Raggiungere un accordo soltanto con la banca A potrebbe non essere sufficiente a rendere possibile l’operazione desiderata.
Prima di negoziare una vendita occorre quindi ricostruire:
chi sono i creditori → quanto chiedono → quali garanzie possiedono → quale priorità hanno → quale somma serve per definire l’intera operazione.
È uno dei casi nei quali un saldo e stralcio “fai da te” può produrre conseguenze inattese. Un saldo e stralcio con più creditori è possibile, ma richiede esperienza e grande maestria tecnica.
Saldo e stralcio o piano di rientro?
Sono due soluzioni diverse.
Il saldo e stralcio è in un unica soluzione, è particolarmente adatto quando esiste una somma che può essere utilizzata per definire la posizione alle condizioni negoziate.
Il piano di rientro può invece avere più senso quando il debitore non dispone di liquidità immediata ma possiede un reddito stabile che gli consente di sostenere pagamenti periodici.
In termini molto semplici:
liquidità disponibile → valutare saldo e stralcio
reddito stabile → valutare piano di rientro (solo se sostenibile)
Ma la decisione deve sempre considerare l’intera esposizione debitoria.
Saldo e stralcio o sovraindebitamento?
Anche questa distinzione è fondamentale.
Il saldo e stralcio è una trattativa con uno o più creditori.
Le procedure di regolazione del sovraindebitamento disciplinate dal Codice della crisi affrontano invece, quando ne ricorrono i presupposti, la situazione debitoria complessiva.
Se una persona ha:
- mutuo insoluto;
- prestiti;
- carte revolving;
- debiti fiscali;
- altri creditori;
raggiungere un buon accordo con una sola banca potrebbe non risolvere il problema.
In questa situazione può essere necessario valutare la ristrutturazione dei debiti del consumatore o, per i soggetti che rientrano nel relativo ambito applicativo, il concordato minore.
Il saldo e stralcio è particolarmente interessante quando il problema è concentrato e vi sono risorse per chiuderlo.
La procedura di sovraindebitamento può essere più appropriata quando l’intero indebitamento è diventato strutturalmente insostenibile.
Se vi sono crediti fiscali (per cui è difficile se non impossibile la negoziazione) è da preferire il sovraindebitamento, Ad ogni buon conto, la differenza e la convenienza dei due strumenti la vedremo successivamente.
Quali sono i rischi di un saldo e stralcio fatto male?
Il rischio principale è credere di aver risolto un problema che, giuridicamente, non è stato definito come previsto.
Prima del pagamento devono essere chiariti tutti gli effetti dell’accordo.
Tra gli errori da evitare:
- pagare prima di avere condizioni chiare;
- affidarsi soltanto ad accordi telefonici;
- non verificare gli altri creditori;
- non considerare le fideiussioni;
- non coordinare la vendita dell’immobile con la banca;
- presumere che il pignoramento si estingua automaticamente;
- presumere che l’ipoteca scompaia automaticamente;
- non verificare cosa accade al debito residuo;
- attendere l’imminenza dell’asta prima di iniziare a negoziare.
Il pagamento dovrebbe essere l’esecuzione di un accordo già chiaro, non un tentativo di capire successivamente quali effetti abbia prodotto.
Quando non conviene il saldo e stralcio?
Non è sempre la soluzione migliore.
Può non essere conveniente quando:
- la banca non offre condizioni economicamente sostenibili;
- il debitore dovrebbe utilizzare tutte le proprie risorse senza risolvere gli altri debiti;
- esistono contestazioni giuridiche importanti che devono essere valutate prima;
- l’accordo non definisce realmente l’intera posizione;
- esistono molti creditori e la crisi richiede una soluzione complessiva;
- il piano economico necessario per rispettare l’accordo non è realistico.
La convenienza non si misura quindi soltanto sullo “sconto” ottenuto.
Si misura sul risultato finale.
Come prepararsi a una trattativa di saldo e stralcio
Prima di formulare una proposta, è utile raccogliere:
- contratto bancario;
- situazione aggiornata del debito;
- eventuale mutuo;
- piano di ammortamento;
- comunicazioni ricevute;
- eventuale decreto ingiuntivo;
- precetto;
- pignoramento;
- fideiussioni;
- visure ipotecarie dell’immobile;
- eventuale perizia;
- valore realistico di vendita;
- elenco degli altri creditori;
- disponibilità economiche immediate.
Se il saldo e stralcio prevede la vendita dell’immobile, occorre inoltre conoscere la concreta commerciabilità del bene e le formalità che incidono sulla vendita.
Saldo e stralcio a Bari: quando una verifica preventiva può fare la differenza
Per chi vuole negoziare un saldo e stralcio con una banca a Bari o in provincia di Bari, la fase più importante non è soltanto quella della proposta economica.
Prima occorre comprendere quale sia la reale posizione negoziale.
Una verifica dovrebbe rispondere almeno a queste domande:
Quanto chiede la banca?
Quanto potrebbe realisticamente recuperare attraverso l’esecuzione?
Quanto può mettere a disposizione il debitore?
Ci sono altri creditori?
L’accordo deve consentire anche la vendita di un immobile?
Esiste già un pignoramento o un’asta?
Ci sono fideiussori da liberare?
Più queste risposte sono chiare, più è possibile costruire una trattativa concreta.
Contattaci per elaborare la miglior strategia adatta al tuo caso!
Domande frequenti
Cos’è il saldo e stralcio?
È un accordo con il quale debitore e creditore definiscono una posizione debitoria alle condizioni pattuite, prevedendo il pagamento di una determinata somma e disciplinandone gli effetti sul debito.
La banca è obbligata ad accettare il saldo e stralcio?
No. Il debitore può formulare una proposta, ma il creditore è libero di valutarla e accettarla o rifiutarla.
Quanto posso offrire alla banca?
Non esiste una percentuale standard. L’offerta deve essere costruita considerando importo del credito, patrimonio, garanzie, valore dell’immobile, presenza di altri creditori e possibilità alternative di recupero.
Il saldo e stralcio conviene?
Può convenire quando permette di definire in modo sostenibile una posizione che altrimenti comporterebbe ulteriori costi, interessi, contenzioso o esecuzioni. Deve però essere valutato rispetto alle alternative concretamente disponibili.
Posso fare un saldo e stralcio sul mutuo?
È possibile formulare una proposta anche in presenza di un debito derivante da mutuo. L’accettazione dipende dalla banca e dalle caratteristiche della posizione, comprese le garanzie esistenti.
Posso vendere casa e usare il prezzo per il saldo e stralcio?
Sì, l’operazione può essere valutata quando la vendita consente di reperire la somma necessaria. Se esistono ipoteche o pignoramenti, vendita e accordo con i creditori devono essere attentamente coordinati.
Posso fare saldo e stralcio se la casa è già pignorata?
La trattativa è possibile anche dopo l’inizio dell’esecuzione, ma devono essere verificati stato della procedura, creditori intervenuti ed eventuale asta. La trattativa non sospende automaticamente l’esecuzione.
Posso fare saldo e stralcio pochi giorni prima dell’asta?
Una proposta può essere formulata, ma aspettare l’imminenza dell’asta può rendere molto più difficile costruire e attuare l’accordo. È preferibile iniziare la valutazione il prima possibile.
Dopo il pagamento il debito è automaticamente cancellato?
Gli effetti dipendono dall’accordo concluso. Proprio per questo deve essere indicato chiaramente cosa comporta il pagamento e quali obblighi residui, se ve ne sono, rimangono.
Il saldo e stralcio libera anche il fideiussore?
Non deve essere dato per scontato. Se esistono garanti o coobbligati, l’accordo deve essere esaminato anche rispetto alla loro posizione.
È meglio il saldo e stralcio o un piano di rientro?
Dipende dalle risorse. Se esiste liquidità immediata, può essere valutato il saldo e stralcio. Se invece il debitore dispone soprattutto di reddito periodico stabile, un piano di rientro può essere più adatto.
È meglio il saldo e stralcio o il sovraindebitamento?
Se il problema riguarda uno o pochi creditori e sono disponibili risorse per una definizione, il saldo e stralcio può essere efficace. Se invece l’intera esposizione è insostenibile e i creditori sono numerosi, può essere necessario valutare gli strumenti previsti dal Codice della crisi.
Hai un debito con la banca? Prima di proporre un saldo e stralcio, verifica la tua posizione
Il saldo e stralcio può essere uno strumento molto efficace, ma non consiste semplicemente nel chiedere alla banca uno “sconto sul debito”.
Una trattativa ben costruita parte da quattro elementi:
debito reale → patrimonio e garanzie → capacità economica → alternativa concreta della banca.
Se c’è un immobile, occorre capire se possa essere utilizzato per reperire le risorse necessarie.
Se l’immobile è già pignorato, bisogna conoscere immediatamente la fase dell’esecuzione.
Se ci sono più creditori, occorre evitare di chiudere una posizione lasciando irrisolto il problema complessivo.
Se ci sono fideiussori, bisogna verificare anche la loro posizione.
Lo Studio Legale Scavo di Bari assiste privati, professionisti e imprese nella valutazione delle posizioni debitorie e nelle trattative con banche e creditori.
Se stai valutando un saldo e stralcio a Bari o in provincia di Bari, soprattutto in presenza di un mutuo, di un immobile da vendere, di un pignoramento o di un’asta già avviata, è utile verificare la posizione prima di formulare l’offerta. Contattaci qui!
Un Avvocato Bancario a Bari può analizzare il debito, le garanzie e la procedura, valutare la sostenibilità della proposta e strutturare la trattativa affinché sia chiaro non soltanto quanto pagare, ma soprattutto quali effetti deve produrre il pagamento e come chiudere effettivamente la posizione.